sabato 19 settembre 2015

Toglietemi tutto, ma non il lattosio.

No, il glutine nemmeno...

Ho male a un piede.
Come dice il mio Luca: "A mia mamma sta crescendo un osso nel piede".

E infatti.
Spina calcaneare.
Dunque fascite plantare.

Le cause?
Infinite.
Io ce le ho tutte.

Senza contare poi che, per completare il quadro clinico, a 30 anni ho deciso di distruggermi i tendini di Achille facendo la sportiva e correndo 7 km a sera sull'asfalto e poi facendo la pugile e saltellando per un'ora sugli stessi tendini martoriati.

Ora zoppetto.

Qui negli USA mi hanno fatto il regalo di un bel ciclo doloroso di corticosteroidi e poi sono passati subito all'offerta del bisturi.
Non è una lamentela: anche in Italia al tempo di Achille, dopo poche terapie conservative, l'alternativa era stata immediatamente il taglio netto.

E io i tendini non me li faccio tagliare.
Solo l'idea mi sembra da film horror.

Allora mi sono ricordata che al paesello c'era un medico super alternativo, i cui consigli già in passato mi avevano salvato da un taglio netto alle mani (chiaramente proprio quando erano appena nati i gemelli).

Le visite dai dottori alternativi a me fanno subito venire i lacrimoni e mi sembra di stare da un mago che ha la sua vita nelle mie mani e che immancabilmente mi salverà con la sua bacchetta magica.
Questa volta ho dignitosamente represso la commozione.

La visita è stata lunghissima,

Mi sono stati elencati i miei vizi e le virtù sono scomparse dall'orizzonte.

A me, povera tapina, è stato tolto in definitiva l'elisir della vita.

Poiché sembra che il piede mi faccia male per una serie di squilibri gastro-emotivo-esistenziali (e nemmeno metto in discussione il tutto: non ci sono dubbi, ha ragione lui), mi sono stati tolti latticini, zucchero e farina raffinati.

Ora, dello zucchero bianco poco mi importa, non ne sono mai stata una fanatica, preferendo senza dubbi la versione mascobado equa e solidale; togliermi la farina di grano: chessarammai! Con tutte le farine che circolano anche nei più infimi supermercati, resisterò!

Ma il latte.
Il latte no.

La mia è una vera lattosiodipendenza.
Se la sera a casa il latte scarseggia, il Colombiano deve uscire d'urgenza e correre dal vicino per procurarmi il gallone bianco.

Bianco.
Come le nuvole, come i sogni, come la panna montata e la schiuma del bagno.
Puro.
Come l'amore di una mamma, come un abbraccio serale e mattutino, come un...

Va bene, puro no.
Lo so che ci sono migliaia di antibiotici, medicinali dati alle mucche e chi più ne ha più ne mette e finisce tutto proprio nel cartone del latte che ho in frigo.
Ma io speravo che comprare il latte biologico fosse abbastanza...

Invece no.

Sembra che l'assenza di glutine e lattosio mi porterà a un futuro di leggerezza, equilibrio e stabilità.

Io, che sono molto ubbidiente, li ho tolti.

L'esperienza farine alternative (e anche paste alternative) non è stata terribile.
Più o meno si riesce a sostituire tutto in cucina e si riesce a preparare dalla besciamella alle crespelle, senza grandi traumi.

Anche la sostituzione del latte con latte di riso o mandorle per cucinare non è stato impossibile.

Ma la mattina.
La colazione.
È un dramma.

Il latte di riso in Italia è relativamente piacevole.
Non come il latte, ma comunque facilmente abbinabile a un caffè, o come bevanda a sé.

Qui è acquetta...
Per ora resisto.
Faccio da brava.
Ubbidisco.

In realtà un paio di chili li ho persi, anche le forze sono più di prima.

Magari poi smetterò pure di zoppicare.

Whole Foods sicuramente si farà ricco alle mie spalle...

Per chi come me, deve rinunciare ai piaceri del dono bovino e dell'oro del grano, eccovi alcuni link a ricette per noi alieni.

Una cucina tutta per sé
Il mondo di ortolandia
Diversamente latte