mercoledì 21 ottobre 2015

See you later, alligator!

Dal 2005 avevo in casa una tenda tipo igloo, di quelle da viaggio leggero, senza tanti fronzoli.
Il campeggio è sempre stato una mia passione, anche se non l'ho veramente mai praticato granché, principalmente perché i miei amici si dividono fra quelli che lo odiano con tutto il cuore e quelli che vanno in campeggio con un'attrezzatura degna di un hotel a cinque stelle.

Io invece amo la natura, ma a cucinare e fare le cose di casa pure nel bosco non ci penso nemmeno.

Il Colombiano fortunatamente ama anche lui viaggiare leggero, quindi non ci siamo mai posti tanti problemi.

O almeno non di bagagli.

Di paese sì.

Siamo stati alcune volte in campeggio in Europa, posti di mare, posti di montagna, ma mai negli USA: i parchi naturali ci sembravano sempre un po' troppo... naturali!!!
Il nostro parco preferito è abitato da dei begli alligatoroni che sì, a vederli sembrano ben pasciuti, ma d'altronde noi non conosciamo gli standard di capacità di uno stomaco rettile...

La scuola di Luca e Matteo organizza annualmente un campeggio per tutte le famiglie e quando lo leggevo sul notiziario settimanale mi tentava sempre.

Mi ponevo però alcuni quesiti:
1. cosa mangeremo?
2. e se ci piove addosso?
3. e se viene un uragano?
4. dove ci laveremo?
5. come si fanno gli s'mores?
6. ma soprattutto: cosa diavolo sono gli s'mores???

Insomma, quest'anno ho preso il coraggio a due mani e mi sono iscritta al campeggio.

Ho deciso: niente stress da preparazione pasti, andiamo il sabato, torniamo la domenica, borsa frigo, panini, Nutella, grissini, frutta e verdura e via!
Ah sì, anche l'acqua!

Preso in prestito un sacco a pelo leggero leggero, di quelli estivi, che si sa, in Texas in ottobre è ancora estate; sacchi per la nanna per i piccoli e via! alla conquista del Texas orientale.

Mentre guidavo (due ore e mezza, perché per fortuna era un campeggio "vicino" a casa), guardavo il panorama e mi dicevo che in fondo questo stato non è male, anzi, subito dopo Houston, verso nord, è verde, alberato...

Mi risuonavano le note di Michelle Shocked:
"Memories of East Texas
And piney green rolling hills
Covered in the springtime
With golden daffodils
Rowing on Sandy Lake come April
Harvesting hay in June
Sitting by the road watching well-fires burn
By an old October moon"

Abbiamo trovato i pini, le colline arrotondate, i narcisi no, ma vabbé, ci siamo accontentati dei fiori gialli che abbiamo visto.

Insomma, pure Luca che mi intontiva con le sue chiacchere e le domande a tamburo battente, sembrava tutto bucolico e meraviglioso.

Certo, due ore alla guida sono lunghe, ma avremmo passato una notte sotto una coperta di stelle (e avevo pure scoperto come si facevano, ma soprattutto COSA erano gli s'mores e nel bagagliaio avevamo tutti gli ingredienti per la dolce arrostita).

Insomma, finiti i pini, finite le colline e i fiori gialli, siamo finalmente arrivati al campeggio.

Grandi festa in macchina!
Evviva!
Urrà!

Poi il primo cartello: "Do not feed the alligators".

Mi sono sentita come Vil Coyote quando raggiunge il suolo roccioso dopo una caduta colossale e si fa in piccoli pezzettini.

Vabbé, ormai eravamo lì.
D'altronde, se i nativi ci portano i bambini in quel campeggio, sarà sicuro.

Non mi sono fatta vincere dalle mie paure irrazionali.

Via! Tutti a montare la tenda!
(Che, essendo un igloo, è un'attività che impegna sì e no 5 minutini scarsi)

Per gran botta di fortuna avevamo piazzato le tende proprio vicino agli amici di Luca e Matteo, che, per ancor più grande fortuna, sapevano come accendere il fuoco e avevano piazzato un accampamento che i miei amici sardi avrebbero ADORATO!!!
Completo di poltroncine attorno al fuoco, cucina attrezzata, bici bimbi, bici grandi, musica blues soffusa (in mio onore mi hanno pure messo tutta la musica italoamericana del pianeta... Compresa la mia hit del cuore That's Amore!)

I genitori, che tra l'altro sapevano delle mie paure da campeggio americano perché avevano risposto a una mia mail delirante in cui chiedevo di NON LASCIARMI SOLA COI BAMBINI NEL BOSCO, mi hanno subito rassicurato che potevamo stare tutti insieme e condividere le meraviglie del loro Hilton.
Hanno poi continuato a rassicurarmi dicendo che molti bambini a quell'ora erano al lago a nuotare... "LUCAAAAAA, MATTEEEEOOO, DAI, TUTTI A NUOTARE AL LAGOOOOO!!!!" ho interrotto io, sempre più bucolica. Dicevo, mi hanno anche rassicurato sul fatto che nel lago si potesse nuotare, tanto c'era la rete che teneva fuori dalla parte dei bagnanti gli alligatori.

Episodio Vil Coyote numero 2.

Chiaramente cosa potevo dire in quel momento? Ho sorriso, lasciando sottintendere che io mica mi preoccupavo?
Io ero moooolto laid back, proprio come loro.

Per fortuna le acque dei laghi texani non assomigliano in niente alle acque del Mediterraneo e i miei prodi non ci si sono nemmeno avvicinati che gli faceva schifo, e io ho potuto continuare a fingere di non avere alcuna paura dei mostri verdi a scaglie.

Tirato un sospiro di sollievo ed esaminate bene le rive del lago per essere certi che fossero abbastanza alte da non poter essere scalate durante la notte dai nostri cari rettili, la serata è proseguita splendidamente, con la cena comune a cui tutti abbiamo contribuito con piatti portati da casa, le corse dei bambini lungo le rive del lago infestato dai mostri verdi, e infine tutti ad arrostire i marshmellow e a farne un panino mettendoli fra due biscotti Graham: gli s'mores!!!

L'ora della nanna è arrivata presto e con la nostra lanterna ci siamo avviati verso la tenda per leggere i libri della buona notte che ci eravamo portati. I genitori del mega accampamento si sono scambiati uno sguardo preoccupato e ci hanno offerto due copertine. Io, sempre più nello spirito bucolico e felice (il mega accampamento aveva offerto anche del buon vinello rosso!) ho accettato, pensando fra me e me "Questi texani si spaventano per una brezzolina serale, ah! Se sapessero che io ho passato un inverno a Mosca!".

Il libro della buona notte non è nemmeno stato aperto, perché i miei eroi sono schiantati subito dopo essersi infilati nei loro sacchi a pelo.

Non avevo coperto la tenda col tettuccio, e mi sono messa ad ammirare le stelle texane, così brillanti, così numerose, così... MA CHE CAVOLO DI FREDDO!!!!!!

La iazza siberiana mi aveva finalmente raggiunto, con vari anni di ritardo, proprio qui in Texas, anzi nell'East Texas, che chiaramente non è la calda Houston e, ora sì lo sapevo, ha delle notevoli escursioni termiche fra giorno e notte.

Non mi è rimasto che passare la notte con gli occhi sbarrati dal freddo, mentre il blues e Dean Martin erano stati sostituiti dai rumori della natura, a osservare le stelle, sempre più luminose, che brillavano, o forse si prendevano gioco di me, proiettando sulle pareti della tenda ombre cinesi.

O forse rettili.