giovedì 3 aprile 2014

Latte nero

Elif Shafak aveva alcune miniature di troppo nel suo harem interiore, che le parlavano di come gestire, o non, la sua maternità e la sua vita.
Fra le tante credo che Miss Ego Ambizione sia proprio quella che mi è rimasta più antipatica: così negativa, così ansiogena.

Probabilmente la sviluppiamo tutte, prima o poi, una nostra Miss Ego.

La mia è un mostro.

Quando salta fuori è orripilante, con tentacoli orrendi e una testa da Medusa, occhi indemoniati che chiedono vendetta.
O almeno un po' di silenzio, un po' di riposo, un breve ma efficace respiro di sollievo.

E se questo non arriva, allora arriva Lei.
Grida.
Magari tira pure uno sculaccione.
Magari due.
Allontana i bambini.
Li spaventa.
Mi spaventa.

Tutto il lavoro, la cura, i gesti compiuti per creare un nido sicuro, caldo e aperto al mondo per i miei bambini, tutto svanisce.
Pochi secondi che possono distruggere giorni, mesi di amore incondizionato.

La mia Miss Ego è felice quando non dormo.
Sa che avrà la meglio.

Luca è l'unico che può vestirsi da coraggioso cavaliere impavido e affrontarla.
Mi dice di non urlare.
Mi abbraccia e sussurra "It's ok."

Il mostro se ne va, sconfitto, ritira i tentacoli e sparisce.
Il momento di riposo, il respiro di sollievo arrivano e mi riportano in me.

Fino a che il vaso non sarà nuovamente colmo.

Ma fino ad allora i miei piccoli e io ci rifugiamo nel nido, a farci le coccole e a osservare il mondo che scorre sotto di noi.

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